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PROFUMI

IL PROFUMO

Qualche riflessione sull’olfatto.

L’olfatto è uno dei cinque sensi con cui gli animali, e quindi anche l’uomo, esplorano l’ambiente che li circonda.

La vista e l’udito rendono possibile avvertire stimoli anche lontani; il gusto e il tatto permettono il contatto diretto con oggetti che lasciamo entrare nella nostra sfera personale, riconoscendoli quanto meno innocui, se non di nostra utilità e soddisfazione.

L’olfatto invece, nel nostro vissuto quotidiano, occupa una posizione intermedia, permettendoci di destare la nostra attenzione verso cose lontane, che magari ancora non vediamo, e allo stesso tempo ci dà la percezione di cose più vicine ed intime, come riconoscere qualcuno che fa parte del nostro nucleo familiare oppure (in tempi preistorici) un partner sessualmente ricettivo. Altra caratteristica particolare è quella di richiamare alla nostra mente, attraverso gli odori, persone e situazioni che credevamo dimenticate.

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Dal punto di vista biologico le molecole volatili vengono aspirate dalle narici e raggiungono la membrana olfattiva, che è situata subito sotto il cervello. Questa membrana è fornita di recettori dotati di ciglia: quando i recettori entrano in contatto con una molecola odorosa, solo uno di essi la riconosce come sua ed è in grado di catturarla.

Questo contatto produce un segnale sui neuroni, che trasmettono lo stimolo ai bulbi olfattivi e da qui prima al sistema limbico (il centro delle emozioni e della memoria) e poi alla neocorteccia, dove vengono elaborati e codificati tutti i messaggi.

La membrana olfattiva è l’unico punto del corpo in cui il sistema nervoso entra direttamente in contatto con l’ambiente esterno.

I Premi Nobel per la medicina Richard AXEL, della Columbia University di New York e Linda BUCK, del Centro Fred Hutchinson di Seattle, hanno scoperto nel 2004 che ben il 3% del genoma umano è deputato allo sviluppo dei recettori olfattivi; alla vista e all’udito il DNA non viene coinvolto per una percentuale così importante.

Da quanto detto consegue che l’odorato, tra i cinque sensi, è quello più potente e insieme più subliminale. Infatti di recente è stato confermato da studi scientifici  un assunto che già si presumeva valido: il fatto cioè che noi crediamo di effettuare delle scelte di luoghi o persone o situazioni, in base a come ci appaiono visivamente o a quello che di essi ci raccontano. In realtà è l’odore che in prima istanza ci attira o ci respinge, spesso senza che riusciamo a capirne il motivo.

La scienza ha confermato di recente che ad esempio, dal punto di vista sessuale, siamo più attratti da persone che hanno un patrimonio genetico molto diverso dal nostro, ciò che offre maggiori garanzie di una progenie sana e forte, piuttosto che da persone con  patrimonio genetico molto simile al nostro, il cui odore ci appare sgradevole.

LALIQUEMa veniamo al “profumo” e ci chiediamo: cosa si definisce “profumo”?  

Fino ad ora abbiamo parlato genericamente di “sostanze odorose”, “molecole profumate o volatili”. Fin dall’antichità i nostri progenitori, quando accendevano il fuoco sotto il legname per cuocere il cibo o per scaldarsi, si accorsero che alcuni tipi di legno, bruciando, emanavano dei sentori gradevoli.

Questi legni, considerati perciò ‘speciali’, vennero utilizzati per riti sacri e cerimonie funebri. Il fumo fragrante che si sprigionava dai falò rituali sembrava potesse aprire una porta di comunicazione tra l’uomo e le divinità. La parola “profumo” deriva dal latino “PER  FUMUM” e stava a definire gli odori che legni e resine liberano “attraverso il fumo”.

Le cerimonie religiose hanno accompagnato per millenni la storia dell’uomo, insieme alle sostanze aromatiche che li accompagnavano; ad esempio l’incenso è tuttora l’odore del sacro in diverse religioni, compresa quella cattolica.

Nei testi sacri legati a religioni e tradizioni diverse compaiono unguenti e balsami utilizzati con scopi rituali.

Tutti i popoli antichi con poche eccezioni hanno utilizzato sostanze odorose a scopi sia sacri che profani per quasi tre millenni. I ritrovamenti dei corredi funerari delle mummie in Egitto testimoniano l’uso di centinaia di sostanze odorose. I sacerdoti erano convinti infatti che, attraverso gli oli e gli unguenti di cui il corpo veniva cosparso, l’anima si purificasse e potesse presentarsi al cospetto degli dei.

  • Probabilmente le donne egizie furono le prime a sfruttare il potere seduttivo dei profumi. Mentre i sacerdoti bruciavano aromi in onore di Ra, dio del Sole, e di Horus, il dio falco, le donne si spalmavano il corpo di balsami e i capelli di pomate. Sempre nell’antico Egitto nacque uno dei primi profumi basati su una ricetta vera e propria: il KYPHY, con miele, menta, ginepro e incenso tra gli altri aromi. Lo storico Plutarco riferisce che questo profumo aveva il potere di placare l’ansia, procurare bei sogni e curare l’asma.
  • Leggende popolari e tradizioni orali raccontano che il meraviglioso Tempio di Re Salomone fosse rivestito di pannelli di profumato legno di sandalo.
  • Nei muri di alcune moschee arabe si dice fossero state inserite essenze di muschio, che sprigionavano un intenso aroma.
  • In India le statue delle divinità vengono tuttora lavate e purificate con oli profumati. Infatti ogni divinità del pantheon indù è associata a una pianta: a Shiva è dedicato il sandalo, che si crede possa intensificare l’esperienza mistica dell’incontro col dio.
  • Le donne greche, ed anche gli uomini, usavano oli, profumi, balsami e unguenti odorosi: le note dominanti erano la rosa, il nardo, alcuni chemotipi di  maggiorana, la mandorla amara, oltre ad aromi molto antichi come l’incenso e la mirra. In Grecia il profumo diventa quasi uno ‘status symbol’; nascono ad Atene le prime mode legate al profumo.

  

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