PRODOTTI DI BELLEZZA CON OLI ESSENZIALI

AROMATERAPIA

 UNA MODA PASSEGGERA O UNA VISIONE OLISTICA DELL’UOMO?

   La tradizione storica ci tramanda vari esempi di utilizzo delle piante e loro derivati a scopo terapeutico.

 

Nell’antico Egitto i sacerdoti disponevano di un intero repertorio di misture di oli essenziali per curare le malattie sia fisiche che psichiche. Questa pratica fu ripresa dai Greci, che utilizzavano le essenze a fini  terapeutici, mescolandole anche in bevande profumate. I bagni di vapore profumati e i massaggi con oli erano in uso nelle terme romane e persistono tuttora nel mondo arabo. Ancora oggi le tribù indiane dell’Amazzonia utilizzano piante e miscele odorose per curarsi.

Il mondo occidentale ha soltanto ripreso queste tradizioni, utilizzandole nei secoli passati in maniera empirica o relegandole ai rimedi da fattucchiere o da ciarlatani e progressivamente ignorandole o trascurandole con lo sviluppo della chimica e con l’avvento della rivoluzione industriale.

L’ultimo ventennio del secolo scorso ha assistito ad una eccezionale rinascita degli studi e della pratica dei metodi di cura naturali: il massaggio shiatsu, lo yoga, l’agopuntura, la riflessologia plantare e l’aromaterapia sono stati rivalutati e impiegati con grande credibilità anche da parte di professionisti della medicina convenzionale.

La considerazione critica, ormai molto diffusa, dei medicinali di sintesi e dei loro spesso pesanti effetti collaterali, unita alla maggiore sensibilità del pubblico verso i problemi ambientali, ha indotto una parte della popolazione ad adottare e ad approfondire la conoscenza di quelle forme di cura alternative che prevedono un approccio “olistico” alla salute. L’essere umano cioè viene inteso sempre più nella sua globalità, come insieme inscindibile di una sfera fisica e di una emotiva.

In una società i cui ritmi diventano sempre più frenetici e in cui diventa sempre più difficile riuscire a “stare al passo”, è necessario cercare degli antidoti allo stress quotidiano e dei rimedi polivalenti, che non curino soltanto il singolo organo o apparato, ma che riportino un equilibrio tra il corpo e lo spirito.

Anche la medicina convenzionale insiste sul fatto che è fondamentale non alterare questo equilibrio, poiché è ampiamente dimostrato che squilibri di natura fisica ed emotiva aprono le porte a infezioni, alterazioni cellulari, malattie degenerative, invecchiamento precoce e persino forme tumorali.

Questa ricerca di equilibrio psicofisico è indispensabile sia per prevenire lo stato di malattia, sia quando la malattia si è già manifestata.

 GLI STRUMENTI DELL’AROMATERAPIA

Gli strumenti di cui si serve l’aromaterapia sono le essenze naturali e gli oli vegetali.

Perché oli naturali e non sostanze odorose sintetiche? E’ semplice: le sostanze sintetiche, non organiche, non contengono la forza vitale, non sono dinamiche. Gli oli naturali invece hanno una struttura che solo Madre Natura sa costruire.

Grazie ad alcuni esperimenti condotti anni fa in Russia, utilizzando la fotografia Kirlian, sappiamo che ogni sostanza vivente emette radiazioni luminose, che possono essere rilevate: esse sono una manifestazione della forza vitale della natura.

Nelly GROSJEAN, nel suo libro “Aromaterapia, naturalmente!”, scrive:

“L’aroma costituisce l’identità della pianta e l’olio essenziale ne è la quintessenza, l’entità vitale, l’anima preziosa. Prima di fare effetto sul corpo fisico, esso agisce sulla dimensione eterica: si tratta di misteriosi, invisibili scambi alchemici che, fino ad ora, la scienza è riuscita a spiegare solo parzialmente”.

Infatti al giorno d’oggi è possibile analizzare la struttura degli oli essenziali, per quanto questa sia complessa; è possibile cioè individuarne quasi tutti i componenti chimici. Si potrebbe dunque pensare che, combinando artificialmente i singoli elementi chimici nelle giuste proporzioni, si possano riprodurre tutti gli oli essenziali in tutta la loro efficacia.

Tale procedimento in realtà è conveniente solo dal punto di vista economico, in quanto gli oli sintetici costano molto meno di quelli naturali, ma né il profumo né il potere terapeutico degli oli artificiali potranno mai uguagliare quello degli oli naturali.

Questi processi vengono largamente utilizzati nella produzione di massa di aromi ‘natural-identici’ e artificiali, poiché da una parte la scarsità in natura di erbe, fiori e legni dai quali ottenere gli oli essenziali, dall’altra la grande e pressante richiesta, da parte del pubblico, di sostanze aromatiche, li rendono indispensabili.

Come distinguere perciò le sostanze naturali indicate per l’aromaterapia da quelle di bassa qualità o di grande diluizione, o addirittura da quelle artificiali, create in laboratorio?   

 

 La prima caratteristica, dispiace dirlo, è il prezzo, proprio per la difficoltà di reperire in natura i componenti e per i costosi procedimenti di raccolta e di estrazione, ma ovviamente questo elemento da solo non basta a fare la differenza, poiché gente di scarsi scrupoli accumula fortune sull’inesperienza del pubblico.

La seconda caratteristica da notare è scritta (e deve esserlo per legge) nell’INCI (International Nomenclature of Cosmetic  Ingredients), che altro non è che l’elenco degli ingredienti utilizzati nell’ordine quantitativo di utilizzo, cioè ai primi posti le sostanze presenti in maggiore percentuale e via via quelle usate in quantità minori.

Il nome dato alle sostanze utilizzate è costituito dal nome botanico latino della pianta di origine, seguito dai nomi inglesi che indicano la parte della pianta utilizzata: seed (semi), oil (olio), butter (burro) ecc.

Tutti gli altri nomi che indicano sostanze chimiche di sintesi non derivano da prodotti naturali, ma sono state aggiunte per aumentare la durata del prodotto, o le sue caratteristiche organolettiche o altro.

Ma, oltre a uno sguardo attento al prezzo, che non deve essere mai troppo basso e alla lettura attenta dell’INCI (qualche spiegazione in merito si può chiedere al venditore, che dovrebbe essere una persona qualificata), un altro elemento è necessario prendere in considerazione: l’aroma.

Poiché l’uso degli oli essenziali risponde a dei criteri di quantità precisa e non è consentito aumentare arbitrariamente queste quantità per accentuare il profumo di una composizione, ne consegue che tutti i prodotti di aromaterapia dal profumo esagerato e aggressivo (che in natura ben difficilmente si riscontra), devono far pensare all’utilizzo di sostanze artificiali.

In natura, ripetiamo, i profumi non sono mai troppo forti, neanche negli oli essenziali che, per loro stessa caratteristica, sono estremamente concentrati.

Inoltre, soprattutto per i prodotti che si usano direttamente sulla pelle, la quantità di oli da usare è rigidamente fissata da un protocollo, che prevede percentuali diverse a seconda che il prodotto sia utilizzato per bambini, adulti, da donne in gravidanza o in allattamento, sul viso o sul corpo ecc.

Stiamo parlando sempre ovviamente di oli essenziali puri, di prodotti provenienti da ditte di certificata qualità e di provata pluriennale esperienza.    

Capita spesso, quando ci si accinge ad ordinare i prodotti naturali di base, necessari per ottenere degli articoli da vendere al pubblico, di imbattersi in ditte che vendono in maniera a dir poco originale.

Il compratore poco attento o poco esperto, leggendo ad esempio “olio essenziale AL sandalo” oppure AROMA di sandalo, sarebbe portato a pensare che equivalgano a dire “olio essenziale DI sandalo”. Niente di più sbagliato, perché i primi conterrebbero quantità di olio di sandalo (prodotto alquanto raro e costoso) non bene precisate e sicuramente piuttosto esigue, mentre il secondo deve contenere olio di sandalo al 100%.

Inoltre sulla boccetta deve essere specificato il nome botanico della pianta da cui l'olio è stato estratto e la parte della pianta utilizzata, la data della preparazione e la data di scadenza, il chemotipo se c'è e la boccetta deve essere di vetro scuro, perchè gli oli sono sensibili alla luce. 

A questo punto ci sembra doveroso, per completezza di informazione, precisare due punti che ci sembrano importanti:

    • Non è detto che tutti i prodotti, purchè naturali, siano sempre e comunque apportatori di benefici. Basti pensare ad esempio agli oli essenziali di calamo, di santoreggia, di senape, di artemisia che, impiegati senza una adeguata preparazione, rischiano di essere seriamente pericolosi. Alcuni prodotti sono addirittura soggetti a restrizioni nella vendita. Quindi NON TUTTO CIO’ CHE E’ NATURALE E’ BENEFICO SEMPRE E COMUNQUE.
    • Poiché gli oli essenziali e i prodotti cosmetici naturali in genere sono soggetti allo sviluppo di muffe e microbi al pari degli alimenti, avrebbero una durata piuttosto limitata se non si aggiungessero sostanze che combattono le muffe e ne prolungano la durata.

La natura anche in questo caso ha a disposizione le risposte più adatte: la vitamina E (tocoferolo) evita l’irrancidimento degli oli, l’estratto di semi di pompelmo e di rosmarino sono dei conservanti efficacissimi.

Gli unici casi in cui tali prodotti sono superflui sono quelli in cui gli oli essenziali vengono disciolti in alcool, quindi per i profumi su base alcolica e per i diffusori a bastoncini. 

 STUDI SULL’AROMATERAPIA

Se ne è fatta di strada da quando, nel lontanissimo anno 795, Carlo Magno promulgò una ordinanza capitolare, il De Villis, un memorandum degli ottantotto vegetali essenziali in medicina, e da quando nel XII secolo Il libro delle medicine semplici, redatto dai dotti della famosa Scuola Salernitana, forniva una vera e propria farmacopea contenente tutte le conoscenze di allora in campo medico.

E anche quando, nel Medioevo, la medicina era ancora in mano ai religiosi,  che applicavano rigidamente gli scritti di Ippocrate e i suoi quattro ‘temperamenti’ (sanguigno, flemmatico, bilioso e melanconico), quelle che venivano fatte passare per streghe raccoglievano erbe e preparavano infusi, decotti e medicamenti misteriosi, magari col condimento di strane litanie propiziatorie.

L’espressione comune ‘rimedi da comare’, ormai usata in senso dispregiativo, aveva però in quel periodo un significato pratico.

Venendo ai giorni nostri, all’inizio del secolo scorso, è a René Gattefossé che dobbiamo gli studi più approfonditi e professionali sull’aromaterapia. Tramite le sue ricche esperienze, nonché gli esperimenti condotti anche su se stesso, egli stabilì regole precise e scientifiche per una moderna applicazione dell’aromaterapia.

Un suo allievo, il professor Seveligne, confermò la validità dei rimedi aromaterapici in campo veterinario, in quello fitosanitario e nella medicina dell’uomo.                 

Dopo di lui, Valnet pubblicò i suoi scritti, che vennero diffusi in tutto il mondo, suscitando un grandissimo interesse.

La francese Marguerite Maury dedicò molti anni di studi e di esperimenti all’aromaterapia, approfondendo quelle caratteristiche degli oli essenziali che permettevano di rallentare i processi di invecchiamento, restituendo vitalità ai tessuti e ottenendo il ringiovanimento del corpo e della mente.

Le sue ricerche costituiscono tuttora una base importante per chi vuole utilizzare le proprietà degli oli essenziali a fini preventivi e curativi, al fine di ottenere una trasformazione concreta dello stato di salute fisico e mentale.     

E’ importante, quando si parla di aromaterapia, tenere ben presenti alcuni punti fondamentali:

  • Partendo da una considerazione olistica dell’individuo come un insieme indivisibile di una sfera fisica e di una emotiva, è ampiamente dimostrato che chi utilizza gli oli essenziali per la profumazione degli ambienti della casa o del luogo di lavoro, nell’acqua del bagno, per la cura della pelle e anche per la pulizia dell’ambiente domestico, tende ad avere una maggiore resistenza alle malattie, è meno soggetto ai mali di stagione e guarisce più in fretta. Questo perché gli oli essenziali rafforzano il sistema immunitario, oltre ad esercitare un’azione benefica sul tono dell’umore (il cosiddetto effetto cefalico).

Oltre a ciò è evidente che un’alimentazione corretta, aria pulita, una quantità di movimento commisurata all’età dell’individuo e una pratica quotidiana di nutrimento spirituale o psicologico, contribuiscono a conquistare e a mantenere una situazione di benessere.

  • Pur riconoscendo l’importanza dei vari  tipi di ‘medicina alternativa’ come metodo di prevenzione e di cura, ivi compresa l’aromaterapia, questo tipo di approccio non deve esse visto come antagonista rispetto alla medicina convenzionale. Sarebbe forse auspicabile che i vari metodi fossero integrati tra loro, così come in Cina, ad esempio, coesistono metodi moderni di cura insieme a quelli tradizionali, e spesso di supporto a questi. E’ un fenomeno molto interessante vedere nelle farmacie cinesi due ingressi, uno dei quali riservato ai rimedi antichi e l’altro ai moderni medicinali di sintesi. E davanti al primo ingresso si vedono moltissime persone giovani!!!!

 

 

IRIS & ROSE di Norma White, Via Colle Petrone n. 59 Velletri (ROMA) Italia - P.IVA 13249111009